18038 Sanremo (IM) via San Rocco

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Parroco Don Marco Moraglia
Parroco Emerito Don Contardo Colombi

domenica 24 febbraio 2013

MINISTRI STRAORDINARI

ANNO PASTORALE 2012 - 2013
Spalancate le porte a Cristo





MINISTRI STRAORDINARI 
DELLA COMUNIONE

"La Comunione ai Malati"

MESSAGGIO DEI VOSTRI SACERDOTI


  Messaggio del Parroco

Carissimi

-a Voi Ammalati,
-a Voi che non potete venire alla nostra chiesa per partecipare alle Celebrazioni liturgiche,
-a Voi ministri straordinari della Comunione,

INVIO QUESTO MIO SALUTO, mentre i miei occhi raccolgono l’immagine del vostro volto e del vostro stato di infermità realizzando così una vostra viva presenza nel mio cuore con tutti i sentimenti che potete immaginare.
Quando anch’io sento nelle mie membra dolore e impossibilità di lavoro vi penso ancora di più e unisco le mie sofferenze alla vostre una unica offerta al Padre per mezzo di Gesù Crocifisso.
Dio non vuole la nostra sofferenza ma ci infonde coraggio per portare la nostra croce.
I vostri sacerdoti e i Ministri straordinari della Comunione, quando vengono a Voi, provano gli stessi sentimenti di Maria e degli apostoli quando si trovavano presso la Croce di Gesù.
Non di disturbate mai quando manifestate il desiderio di una nostra visita perchè voi siete i primi alla nostra attenzione e sollecitudine.

Un Abbraccio Don Contardo Colombi



O Signore risorto, 

fa' che ti apra 

quando bussi alla mia porta. 

Donami gioia vera 

per testimoniare al mondo 

che sei morto e risorto 

per sconfiggere il male. 
Fa' che ti veda e ti serva 
nel fratello sofferente, 
malato, abbandonato, perseguitato... 
Aiutami a riconoscerti 
in ogni avvenimento della vita 
e donami un cuore sensibile 
alle necessità del mondo. 
O Signore risorto, 
riempi il mio cuore 
di piccole opere di carità, 
quelle che si concretizzano in un sorriso, 
in un atto di pazienza e di accettazione, 
in un dono di benevolenza e di compassione, 
in un atteggiamento di perdono cordiale, 
in un aiuto materiale secondo le mie possibilità.


Madre Teresa di Calcutta



MESSAGGIO del SANTO PADRE BENEDETTO XVI 
per la XXI GIORNATA MONDIALE 
del MALATO
(11 FEBBRAIO 2013)

«Va’ e anche tu fa’ lo stesso»
(Lc 10, 37)

Cari fratelli e sorelle!
L’11 febbraio 2013, memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes, si celebrerà in forma solenne, presso il Santuario mariano di Altötting, la XXI Giornata Mondiale del Malato. Tale giornata è per i malati, per gli operatori sanitari, per i fedeli cristiani e per tutte le persone di buona volontà «momento forte di preghiera, di condivisione, di offerta della sofferenza per il bene della Chiesa e di richiamo per tutti a riconoscere nel volto del fratello infermo il Santo Volto di Cristo che, soffrendo, morendo e risorgendo ha operato la salvezza dell’umanità» (Giovanni Paolo II,Lettera istitutiva della Giornata Mondiale del Malato, 13 maggio 1992, 3).
In questa circostanza, mi sento particolarmente vicino a ciascuno di voi, cari ammalati che, nei luoghi di assistenza e di cura o anche a casa, vivete un difficile momento di prova a causa dell’infermità e della sofferenza.
A tutti giungano le parole rassicuranti dei Padri del Concilio Ecumenico Vaticano II: «Non siete né abbandonati, né inutili: voi siete chiamati da Cristo, voi siete la sua trasparente immagine» (Messaggio ai poveri, ai malati e ai sofferenti).
Per accompagnarvi nel pellegrinaggio spirituale che da Lourdes, luogo e simbolo di speranza e di grazia, ci conduce verso il Santuario di Altötting, vorrei proporre alla vostra riflessione la figura emblematica del Buon Samaritano (cfr Lc 10,25-37). La parabola evangelica narrata da san Luca si inserisce in una serie di immagini e racconti tratti dalla vita quotidiana, con cui Gesù vuole far comprendere l’amore profondo di Dio verso ogni essere umano, specialmente quando si trova nella malattia e nel dolore.
Ma, allo stesso tempo, con le parole conclusive della parabola del Buon Samaritano, «Va’ e anche tu fa’ lo stesso» (Lc. 10,37), il Signore indica qual è l’atteggiamento che deve avere ogni suo discepolo verso gli altri, particolarmente se bisognosi di cura. Si tratta quindi di attingere dall’amore infinito di Dio, attraverso un’intensa relazione con Lui nella preghiera, la forza di vivere quotidianamente un’attenzione concreta, come il Buon Samaritano, nei confronti di chi è ferito nel corpo e nello spirito, di chi chiede aiuto, anche se sconosciuto e privo di risorse.
Ciò vale non solo per gli operatori pastorali e sanitari, ma per tutti, anche per lo stesso malato, che può vivere la propria condizione in una prospettiva di fede: «Non è lo scansare la sofferenza, la fuga davanti al dolore, che guarisce l’uomo, ma la capacità di accettare la tribolazione e in essa di maturare, di trovare senso mediante l’unione con Cristo, che ha sofferto con infinito amore» (Enc. Spe salvi, 37).
Vari Padri della Chiesa hanno visto nella figura del Buon Samaritano Gesù stesso, e nell’uomo incappato nei briganti Adamo, l’Umanità smarrita e ferita per il proprio peccato (cfr Origene, Omelia sul Vangelo di Luca XXXIV, 1-9; Ambrogio, Commento al Vangelo di san Luca, 71-84; Agostino, Discorso 171).
Gesù è il Figlio di Dio, Colui che rende presente l’amore del Padre, amore fedele, eterno, senza barriere né confini. Ma Gesù è anche Colui che “si spoglia” del suo “abito divino”, che si abbassa dalla sua “condizione” divina, per assumere forma umana (Fil 2,6-8) e accostarsi al dolore dell’uomo, fino a scendere negli inferi, come recitiamo nel Credo, e portare speranza e luce. Egli non considera un tesoro geloso il suo essere uguale a Dio, il suo essere Dio (cfr Fil 2,6), ma si china, pieno di misericordia, sull’abisso della sofferenza umana, per versare l’olio della consolazione e il vino della speranza.
L’Anno della fede che stiamo vivendo costituisce un’occasione propizia per intensificare la diaconia della carità nelle nostre comunità ecclesiali, per essere ciascuno buon samaritano verso l’altro, verso chi ci sta accanto. A questo proposito, vorrei richiamare alcune figure, tra le innumerevoli nella storia della Chiesa, che hanno aiutato le persone malate a valorizzare la sofferenza sul piano umano e spirituale, affinché siano di esempio e di stimolo.
Santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, “esperta della scientia amoris” (Giovanni Paolo II, Lett. ap.,Novo Millennio ineunte, 42), seppe vivere «in unione profonda alla Passione di Gesù» la malattia che la condusse «alla morte attraverso grandi sofferenze». (Udienza Generale, 6 aprile 2011).
Il Venerabile Luigi Novarese, del quale molti ancora oggi serbano vivo il ricordo, nell’esercizio del suo ministero avvertì in modo particolare l’importanza della preghiera per e con gli ammalati e i sofferenti, che accompagnava spesso nei Santuari mariani, in speciale modo alla grotta di Lourdes.
Mosso dalla carità verso il prossimo, Raoul Follereau ha dedicato la propria vita alla cura delle persone affette dal morbo di Hansen sin nelle aree più remote del pianeta, promuovendo fra l’altro la Giornata Mondiale contro la Lebbra.
La beata Teresa di Calcutta iniziava sempre la sua giornata incontrando Gesù nell’Eucaristia, per uscire poi nelle strade con la corona del Rosario in mano ad incontrare e servire il Signore presente nei sofferenti, specialmente in coloro che sono “non voluti, non amati, non curati”.
Sant’Anna Schäffer di Mindelstetten seppe, anche lei, in modo esemplare unire le proprie sofferenze a quelle di Cristo: «il letto di dolore diventò… cella conventuale e la sofferenza costituì il suo servizio missionario… Confortata dalla Comunione quotidiana, ella diventò un’instancabile strumento di intercessione nella preghiera e un riflesso dell’amore di Dio per molte persone che cercavano il suo consiglio» (Omelia per la canonizzazione, 21 ottobre 2012).
Nel Vangelo emerge la figura della Beata Vergine Maria, che segue il Figlio sofferente fino al supremo sacrificio sul Golgota. Ella non perde mai la speranza nella vittoria di Dio sul male, sul dolore e sulla morte, e sa accogliere con lo stesso abbraccio di fede e di amore il Figlio di Dio nato nella grotta di Betlemme e morto sulla croce. La sua ferma fiducia nella potenza divina viene illuminata dalla Risurrezione di Cristo, che dona speranza a chi si trova nella sofferenza e rinnova la certezza della vicinanza e della consolazione del Signore.
Vorrei infine rivolgere il mio pensiero di viva riconoscenza e di incoraggiamento alle istituzioni sanitarie cattoliche e alla stessa società civile, alle diocesi, alle comunità cristiane, alle famiglie religiose impegnate nella pastorale sanitaria, alle associazioni degli operatori sanitari e del volontariato. In tutti possa crescere la consapevolezza che «nell’accoglienza amorosa e generosa di ogni vita umana, soprattutto se debole e malata, la Chiesa vive oggi un momento fondamentale della sua missione» (Giovanni Paolo II, Esort. ap. postsinodale Christifideles laici, 38).
Affido questa XXI Giornata Mondiale del Malato all’intercessione della Santissima Vergine Maria delle Grazie venerata ad Altötting, affinché accompagni sempre l’umanità sofferente, in cerca di sollievo e di ferma speranza, aiuti tutti coloro che sono coinvolti nell’apostolato della misericordia a diventare dei buoni samaritani per i loro fratelli e sorelle provati dalla malattia e dalla sofferenza, mentre ben volentieri imparto la Benedizione Apostolica.
Dal Vaticano, 2 gennaio 2013
Benedictus PP XVI






RINNOVO dell’IMPEGNO da PARTE dei MINISTRI STRAORDINARI della COMUNIONE EUCARISTICA




Cel. Carissimi nel Signore, a voi che avete ricevuto il mandato di ministri straordinari della Comunione viene chiesto in questo giorno di rinnovare davanti a Dio e ai fratelli l’impegno a esprimere nella fede e nella vita cristiana la realtà dell’Eucaristia, mistero di unità e di amore. Noi tutti infatti, pur essendo molti, siamo un corpo solo, perché partecipiamo dell’unico pane e dell’unico calice. E poiché distribuite agli altri l’Eucaristia, a voi, in modo particolare, è chiesto di esercitare la carità fraterna, secondo il precetto del Signore, che nel dare in cibo ai discepoli il suo stesso corpo, disse loro: «Questo è il mio comandamento, che vi amiate l’un l’altro, come io ho amato voi». Nella vostra sollecitudine verso gli ammalati e gli infermi, ai quali principalmente siete chiamati a portare il sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo, possa brillare sempre la cura del corpo ecclesiale verso le sue membra sofferenti, a immagine della premura di Cristo verso i dolori dell’umanità. Sostenuti dalla grazia che lo Spirito non cessa di elargire, manifestate con fede le vostre intenzioni.
Voi che avete assunto l’ufficio di ministri straordinari della Comunione, volete continuare, per il tempo stabilito, a edificare la Chiesa secondo il mandato che vi è stato conferito?

A. Si, lo voglio.

Cel. Volete rinnovare il vostro impegno a distribuire con diligente attenzione e con profondo rispetto il Corpo di Cristo?

A. Si, lo voglio.

Cel. Volete, con la grazia di Dio, essere seguo della sollecitudine della comunità cristiana per gli infermi e i sofferenti, rendendoli partecipi della gioia del banchetto eucaristico?

A. Si, lo voglio.

Cel. Il Signore accolga il proposito che avete manifestato e si degni di effondere su di voi la sua benedizione.

Tutti pregano per qualche momento in silenzio.

Cel. O Padre, che formi e reggi la tua famiglia con instancabile amore, benedici questi nostri fratelli e sorelle; essi che in spirito di fede e di servizio distribuiscono ai fratelli il pane della vita, siano rinvigoriti dalla forza di questo Sacramento e partecipino un giorno al tuo convito eterno. Per Cristo nostro Signore. Amen
La COMUNIONE ai MALATI

RITO DI INIZIO

Il ministro, entrato dal malato, rivolge il seguente saluto:
Pace a questa casa e a quanti vi abitano”.

Deposto il Santissimo sul tavolo o sul comodino lo adoro insieme con i presenti, prima silenziosamente poi con una formula di preghiera:

O sacro convito, in cui Cristo è nostro cibo, si perpetua il memoriale della nostra Pasqua, l’anima nostra è colmata di grazia, e ci è dato il pegno della gloria futura”.

ATTO PENITENZIALE

Ministro: Fratelli, riconosciamo i nostri peccati per essere degni di partecipare a questo santo rito insieme con il nostro fratello (sorella) infermo.
Tutti: Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa.
E supplico la Beata sempre Vergine Maria, gli angeli, i santi e voi fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro.
Ministro: Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.

LETTURA DELLA PAROLA Dl DIO

Dal Vangelo di Giovanni (6,54-58)
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.
Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno.
Si possono scegliere anche altri brani: Gv 6,54-55; Gv 14,6; Gv 14,23; Gv 14,27; Gv 15,4; Gv 15,5; lCor 11,26; lGv4,l6.
RITO DI COMUNIONE

Ministro: Ora, tutti insieme, rivolgiamo al Padre la preghiera che Gesù Cristo nostro Signore, ci ha insegnato:
Tutti: Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in
tentazione, ma liberaci dal male.      Amen.
Il ministro fa l’ostensione del SS. Sacramento dicendo:

Beati gli invitati alla cenci del Signore. Ecco l’Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo.

Tutti: O Signore, non sono degno dì partecipare alla tua mensa:
ma di’ soltanto una parola e io sarà salvato.

Ministro: Il corpo di Cristo. Tutti: Amen

Ministro: Preghiamo.
Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre: la forza dello Spirito Santo, che ci hai comunicato in questi sacramenti, rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

Tutti: Amen.


RITO DI CONCLUSIONE


Il ministro, segnandosi, invoca la benedizione di Dio:
Ci benedica e ci custodisca
Dio onnipotente e misericordioso,
Padre e Figlio e Spirito Santo.

Tutti: Amen.

PROGRAMMAZIONE PARROCCHIALE dei
MINISTRI STRAORDINARI della COMUNIONE 2013

META: La Comunità Parrocchiale, animata dalla virtù teologale della SPERANZA, guarda con speciale preoccupazione al territorio in cui le nostre famiglie vivono avvolte da molte apprensioni: in particolare i nostri ammalati.

L’EUCARISTIA, che celebriamo ogni giorno nel tempio parrocchiale, è il nostro punto di partenza da dove attingiamo forza e grazia per risvegliare esclusiva sensibilità alla presenza di Gesù. Ogni famiglia diventa chiesa domestica con la forza della parola e del pane di vita.

I Ministri straordinari della Comunione sono i primi protagonisti di questo impegno pastorale portando Gesù in un contesto difficile, quanto meritorio, per l’oblazione della propria sofferenza che in unione al sacrificio di Gesù si fa veicolo di salvezza.


Perché:

  • I Ministri straordinari della Comunione sono i primi e più solleciti discepoli di Gesù realmente presente fra noi.
  • I malati e le persone impedite a venire alla chiesa attendono con gioia la visita di coloro che portano Gesù.
  • La sofferenza e l’eucaristia sono momenti di congiunzione con Gesù.


Come, Quando, Chi:


  • Incontro, congiunto con la Commissione degli Ammalati:> 3° Sabato del mese, ore 16 > Ministri Str. della Comunione e Eq. Ammalati.
  • Incontri di formazione (catechesi adulti) sul tema dell’Eucaristia > Ogni Venerdì ore 16,30 > per tutti gli animatori di pastorale e S. Messa Comunitaria >Venerdì ore 18.> Eq. Catechesi e Coord. parr,
  • Preghiera continua -> turni di mezz’ora di preghiera settimanale: in famiglia o davanti al tabernacolo, da stabilirsi con un calendari con ogni persona. > vedi turni in parrocchia.
Preghiera di adorazione > ogni Martedì ore 16,30

  • Attenzione particolare ai luoghi e servizi liturgici eucaristici:

  • + Cappella del Santissimo
  • + Altare e presbiterio
  • + Riordino arredi sacri eucaristici.

  • Distribuzione della Comunione con turni prefissati. (vedi bacheca)

  • Servizi liturgici e guida di gruppi di preghiera eucaristica.

NOTE:
  • L’esercizio di ogni servizio deve essere precisato, in ogni sua parte dalle Norme Diocesane e da orientamenti locali dal parroco:

Esempio: MINISTRO STRAORDINARIO DELLA COMUNIONE.

    • l’Animatore della celebrazione, prima di iniziare, avverte chi, dei ministri presenti, distribuisce la comunione.
  • Il Ministro si pulirà le mani prima di accostarsi per la distribuzione e, se è possibile, indosserà la veste liturgica.
  • Salirà all’altare per la recita del “Padre nostro” fermandosi a lato dell’altare dalla parte del Tabernacolo.
  • Al momento della comunione riceverà dal celebrante il ciborio e attenderà l’inizio dando la precedenza al celebrante principale quindi si recherà al determinato;
  • Al termine deporrà il ciborio sull’altare e ritornerà al suo posto.
  • Non si assumeranno atteggiamenti di particolare devozione personale bensì un comportamento semplice e dignitoso.


IL MINISTRO STRAORDINARIO DELLA COMUNIONE NELLA COMUNITA’ PARROCCHIALE

1. Il Ministero Straordinario della Comunione, istituito nel 1973 con il documento Immensae Charitatis, nasce dalla coscienza che l'Eucaristia è fonte e culmine della vita cristiana. La presenza di ammalati, anziani e persone impedite a partecipare direttamente alla celebrazione, esige improrogabili risposte di carità. Questi fratelli vanno aiutati in tanti modi e anche a loro va data la possibilità di scoprire l'importanza di unirsi, non solo spiritualmente, ma anche sacramentalmente, alla Comunità che celebra l'Eucaristia nel Giorno del Signore.

2. Per permettere agli infermi, agli anziani ed eventualmente coloro che li assistono, di partecipare all'Eucaristia, il parroco individua persone idonee (maturità umana, vita cristiana, sensibilità e apertura agli altri, capacità,) ed entro il mese di ottobre le presenta al Vescovo affinché ricevano il mandato di Ministri Straordinari della Comunione. l'età minima per ricevere il mandato è 21 anni. il limite massimo per esercitarlo è 75 anni.

3. I MSC, mandati dal parroco, in collaborazione con la Caritas Parrocchiale e chi si occupa dei sofferenti, hanno cura soprattutto di portare la Comunione Eucaristica tutte le domeniche. È consigliabile che ciascun MSC non abbia più di 5 persone da visitare. Se non ci sono Presbiteri, Diaconi, Accoliti, possono aiutare il parroco a distribuire l'Eucaristia nelle grandi assemblee o quando lui fosse assente o impedito. Partecipano attivamente alla vita eucaristica della Comunità. Se necessario e richiesto: espongono il Sacramento; ripongono il Santissimo, evitando qualsiasi gesto simile alla "benedizione". Non è compito dei MSC portare in processione il Santissimo Sacramento.

4. I MSC svolgono il servizio nell'ambito della propria Parrocchia (o Istituto Religioso), in stretto rapporto con il parroco. Non lo svolgeranno in altre Parrocchie o Istituti, se non autorizzati dall'Ufficio Liturgico Diocesano. Ciò vale anche per chi opera in associazioni, gruppi, movimenti. Eventuali anziani o malati vanno indicati al parroco affinché vada a trovarli e invii i MSC.

5. Dopo 5 anni consecutivi di MSC il mandato scade automaticamente. Potrà essere rinnovato dopo un anno di sospensione e un nuovo periodo di formazione.

6. Prima del mandato, le persone indicate dai parroci seguiranno un itinerario formativo (3 incontri e una giornata di spiritualità) per approfondire:
· la dimensione ecclesiale del loro servizio;
· la Parola di Dio nella vita cristiana;
· la vita eucaristica: Eucaristia celebrata, adorata, portata, vissuta;
· le caratteristiche e le norme del MSC.
La formazione continua con la catechesi settimanale nella propria Comunità e nelle proposte diocesane anche dopo aver ricevuto il mandato.

7. MSC non si limitano a portare la Comunione ad anziani e malati:
· fanno loro compagnia, li aiutano in spirito di fraternità e amicizia;
· animano momenti di preghiera per alimentare, in loro, fiducia e speranza;
· manifestano attenzione a quanti li assistono (familiari, infermieri, assistenti,
volontari);
· ricordano al parroco di visitarli periodicamente anche per celebrare con essi il
Sacramento della Penitenza(almeno tre volte l’anno);
· curano, con delicatezza e discrezione, la preparazione al Sacramento dell'Unzione
degli Infermi ed eventualmente alla Confermazione.

8. Nel loro servizio i MSC coltivano quegli atteggiamenti che rivelano fede e rispetto per il Mistero consegnato nelle loro mani:
· portano l'Eucaristia direttamente dalla chiesa alla casa dei malati o anziani;
· promuovono un clima di preghiera nell'ambiente in cui La recano, proclamano sempre la Parola di Dio (in genere il Vangelo del giorno) prima di distribuirla;
· riportano in chiesa il Pane Eucaristico avanzato.

9. Alle Religiose e ai Religiosi si ricorda che:
· nelle Comunità piccole è bene che il mandato sia dato ad una/uno (su 5) e due (su 10
religiose/i) per il servizio di tutte/i;
· il mandato può avere validità annuale e poi cessare per lasciare spazio ad altri;
· cambiando casa o diocesi il mandato scade (eventualmente va rinnovato);
· il mandato ricevuto per il servizio della Comunità Religiosa non è valido per le parrocchie. Per il servizio di MSC in parrocchia, la richiesta deve essere presentata dal parroco.

10. Per la sua straordinarietà, il mandato va rinnovato annualmente, presentando il libretto delle facoltà all'Ufficio Liturgico Diocesano, in occasione dell'incontro annuale.

Il territorio parrocchiale è diviso in sette zone: 
Ogni zona possiede una equipe di zona,  coordinate fra loro dai “responsabili”  e convocate nell’Assemblea di zona a cui ogni ministro Straordinario dell’Eucaristia deve far riferimento.